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Il Circolo degli Occhi Dolci

Se ci va male, ci va bene. Se ci va bene, ci va benissimo.

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Perché raccontare oggi la storia degli “Occhi Dolci”

Sono passati più di trent’anni da quando – a seguito di un incontro casuale ma non fortuito tra Franco e Gabriele – nacque il Circolo degli Occhi Dolci.

La nostra fu una scommessa ed un gioco, un impegno e un’avventura. Vedevamo degradare la vita cittadina, raffreddarsi gli animi e la curiosità, impoverirsi le occasioni e le condizioni di socialità. Dopo il cosiddetto “grande freddo”, gli anni del terrorismo, il rampantismo avanzava con la faccia dal sorriso storto di Reagan. A Bologna si sfrattava l’odore del pane e gli sguardi si spegnevano nel vano. Attenti solo a non pestare una merda, alle merci in vetrina, a non “imbalzarsi”.

In un testo di quegli anni, che mi sembra ancora attuale, scrivevamo:

…Per essere chiari, siamo stati militanti di Lotta Continua da dopo il ’68, siamo stati dentro le feste e le tempeste del ’77: esperienze da cui siamo usciti sani ed arricchiti. Il nostro Circolo è nato come rifiuto del riflusso, della noia, del privato.

Abituati a conoscere, confrontarsi e scontrarci non potevamo tollerare a lungo di assistere impassibili al vuoto e all’abbandono che ci cresceva attorno.

Tutti i nostri gesti sono stati sin dall’inizio una battaglia contro lo stress, contro l’isolamento; un invito a socializzare ancora, a non disperdere la ricchezza umana accumulata negli anni precedenti.

In questa chiave va letto tutto il nostro agire. Noi salvaguardiamo innanzitutto, col nostro impegno, la natura che è in noi, le ragioni del nostro modo di vivere, la voglia di cercare e di contare ancora quelli come noi.

Perché per affrontare qualsiasi battaglia occorre essere sani e in buona compagnia…

E’ caduto il Muro di Berlino, il millennio ha girato la sua boa. Sono cadute le torri gemelle. Il cosiddetto neoliberismo “governa” il mondo lasciando crescere dittature vergognose, mafie al governo, miserie e stermini per fame e sete. Una forma di capitalismo cannibale che mangia i suoi clienti come un satrapo all’ultima cena, a cominciare dai più giovani, cui si nega il futuro.

Le città sono diventate “non luoghi” per ampie parti del giorno: svuotate di residenti e attraversate da traffici più o meno trasparenti. Viaggia il denaro alla velocità della luce ed è l’unico valore per cui ci si genuflette. Chiese e parrocchie si adeguano. La cultura è definitivamente sfrattata ed affidata a qualche evento, anch’esso intonato al businness.

Ci sarebbe tanto bisogno degli “Occhi Dolci”, ora…

Ed è per questo che ci siamo presi la briga di farvene una presentazione. Chissà che a qualcuno non venga la voglia di riprovarci.

Il 13 marzo 2014 abbiamo ricordato Franco Morpurgo e alcune delle nostre memorabili imprese.  Vedi la rassegna stampa e il video dell’incontro alla libreria Coop Zanichelli di Bologna.

… un circolo di amicizia,

cultura e costume …

Chi sono gli Occhi Dolci

Note biografiche

Bologna, 1982-1987

La storia del Circolo degli Occhi Dolci

Non solo farfalle

Tutte le iniziative del Circolo

Belli e spudorati

Galleria fotografica

Hanno collaborato alla realizzazione di questo sito

Gabriele Giunchi, Sonia Ferrari,

Carla Parmeggiani, Andrea Morpurgo,

Giampiero Mucciaccio, Elena Bertocco, Chiara Bortolotti e Francesco Bedussi,

Alver Albertazzi.