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Il “Pataccone”

di Gabriele Giunchi

Una sera Franco venne in Radio con la bozza stilizzata di un occhio accattivante. Lo aveva disegnato suo fratello Gaddo. Ora avevamo anche il nostro simbolo e sarebbe diventato il “Pataccone”: l’adesivo ovoidale da attaccare alla fiancata dell’automobile per segnalare la disponibilità a condividere tragitti urbani a richiesta.

Una piccola rivoluzione che univa un’occasione di incontro alla riduzione del traffico e dell’inquinamento. Semplice ed efficace: tanti venivano in radio a prendere il nostro “occhio dolce”. Fummo adottati come mascotte dalla Lega Ambiente e da allora aprimmo tutti i loro convegni. L’idea fu così replicata in tante altre città.

Gli Occhi Dolci ad un convegno di Lega Ambiente

Il Pataccone è stato un formidabile passepartout. Oltre che a rendere quasi “umane” le automobili che potevano fare l’occhiolino negli ingorghi, ci ha consentito di essere ospitati con onore in vari convegni e di varcare come ospiti tanti confini.

In più costituiva un pretesto per parlare d’altro e proporre nuove misure per migliorare la qualità della vita urbana. Tra queste – presentata al primo convegno della Lega Ambiente – la segnalazione del COMMERCIANTE ONESTO.

Funzionava così: ogni settimana in Radio tenevamo una rubrica in appendice alla nostra trasmissione. Così segnalavamo – previa comprovata documentazione – i commercianti e gli artigiani più onesti e gentili. Era una specie di promozione del rapporto corretto tra venditore di merce o servizio ed acquirente. Non segnalavamo gli arraffoni e coloro che interpretavano il mondo con il proprio libro contabile. Non eravamo corruttibili.