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Il Beato Fughino

di Gabriele Giunchi

Bologna ha avuto un momento di dis/ordinaria follia durante il quale ha esibito criteri d’ordine eccessivi, corrosivi della quiete pubblica. Chi governava si era messo in testa di abolire l’ozio nelle sue raffigurazioni pratiche. Esempio: stare seduti sul prato o sui gradini di S. Petronio.

Bisognava rimediare ricordando che l’ozio è il padre dei vizi solo per i preti e gli stakanovisti. Per i greci e per i pagani è un dio da onorare con le dovute maniere.

Eccoci dunque a proporre la “Settimana del Beato Fughino”. Ci patrocina l’ARCI e noi facciamo il resto. Spieghiamo tutto nel corso di un convegno suscitando qualche perplessità: “Ma come, dopo l’ARCI GAY, adesso dobbiamo avere anche l’ARCI OZIO?”.

Gli uomini anziani diffidano sempre. Le donne sono più recettive, come sempre.

Ai Giardini Margherita verranno gruppi di impiegati, bancari e commessi, studenti che schivano una verifica o si vogliono baciare.

I benpensanti storcono il naso, come sempre. Infatti sono brutti.